Qui Montecitorio: 28/11/2015

Qui Montecitorio: 28/11/2015

Va in archivio un’altra settimana, tra venti di guerra nel vicino Oriente e capitali europee blindate. Una voce di speranza, in questi tempi dove la sete di potere arma nuovamente eserciti e terroristi, arriva in queste ore dall’Africa, dove papa Francesco riorienta la Chiesa ad una dimensione universale ripartendo dalle periferie, umane e spirituali. Dentro il grande scorrere della cronaca e della Storia, la posizione in politica estera dell’Italia viene sbrigativamente liquidata come attendista e pavida (anche da osservatori di casa nostra, che mi ricordano molto le gazzette che esattamente un secolo fa enfatizzavano la guerra salvifica e rigeneratrice in polemica con l’ “Italietta” , al punto da buttarci nel calderone della “inutile strage” per conquistare le “terre irredente” che Giolitti avrebbe riacquisito per via diplomatica in cambio della neutralità italiana). Chi accusa l’Italia (e il suo governo) di questo, dimentica che già oggi l’Italia è la nazione occidentale con il maggior numero di soldati impegnati (oltre 9000) nei teatri di guerra per 25 operazioni di pace e di interposizione autorizzate dall’Onu, dal Libano al Kosovo all’Afghanistan. Per di più, mostrare in maniera goffa i muscoli alla vigilia del Giubileo potrebbe portare addirittura a risultati opposti a quelli sperati. E, in più, va ribadito che la linea di politica estera del Governo debba essere orientata al primato del diritto, al primato delle persone e al primato dell’Europa. Sono questi i perimetri entro i quali dobbiamo fare la nostra parte nella indispensabile lotta al terrore.

Dentro questa cornice, dicevo, la settimana si è sgranata con alcuni passaggi importanti. Martedi la nostra commissione ha dato il “via libera” con un voto (segreto) all’unanimità al nuovo Presidente del Parco Nazionale della Valgrande, il dirigente di Coldiretti Massimo Bocci. Devo riconoscere a Massimo di essere stato bravo durante l’audizione, e di aver trasmesso a tutti i presenti la sua passione per un territorio che lo ha visto tra i protagonisti della sua scommessa di valorizzazione. unitamente alla sua professionalità di tecnico che vuole costruire il percorso dello sviluppo sostenibile. Ma ho apprezzato in Massimo lo slancio e la voglia di guardare lontano, di disegnare un vero percorso politico e non una stanca e rituale gestione amministrativa del presente. Dietro al grande consenso da lui ottenuto (non succede spesso un voto segreto all’unanimità su una nomina, ve lo assicuro…) c’è stato anche questo. Per cui buon lavoro Massimo, a te e a tuoi collaboratori: ti (e ci) attendono sfide importanti, da affrontare e vincere con la stessa passione dimostrata martedi a Roma.

Mercoledi al ministero delle infrastrutture abbiamo incontrato come integruppo parlamentare degli amici del Brennero e delle trasversali ferroviarie alpine (una sinergia che ho contribuito a far partire e che vede 40 parlamentari delle zone alpine impegnati per la realizzazione delle reti transeuropee ferroviarie Lione-Torino, Sempione, Gottardo, Brennero) il ministro Delrio e il responsabili della commissione UE per i corridoi ferroviari Jan Brinkhost e Pat Cox. Non entro nel dettaglio (che potete trovare qui http://www.e-borghi.it/2015/11/25/lon-borghi-interviene-sul-ministro-delrio-e-sui-coordinatori-ue-dei-corridoi-ten-t/), visto che è stato ripreso da questa testata che cortesemente mi ospita. Dico solo che dopo decenni di parole e di speranze, ora si concretizza la prospettiva del corridoio Genova-Rotterdam che attraversa Verbano Cusio Ossola e Novarese, e si intreccia nel nodo di Novara con la Transpadana del corridoio 5 Barcellona-Kiev. Dobbiamo farci trovare preparati, e fare un lavoro di pianificazione e di progettazione degli interventi come è stato fatto nel Trentino Alto Adige, con coinvolgimento delle popolazioni, rispetto delle autonomie locali e grande attenzione all’ambiente. La vicenda Val di Susa insegna. Ma è un’occasione da non farci scappare, perchè gli Svizzeri a Nord sono pronti e il terzo valico sta salendo da sud con il 2021 anno di conclusione. Sei anni passano in fretta, usiamoli per le scelte strategiche (tunnel di base Vallese Ossola? tunnel del Mottarone? ammodernamento Novara-Domodossola, Domodossola-Milano e Domodossola-Arona-Oleggio? discutiamone e poi decidiamo).

Giovedi in aula abbiamo votato la risoluzione in vista del vertice sul clima di Parigi, dando al governo un mandato forte e chiaro affinchè l’Italia sia tra i paesi di testa nel chiedere impegni vincolanti e risposte forti per evitare il surriscaldamento globale. Pensare all’ambiente significa pensare ad un nuovo modello di sviluppo, nel quale possiamo far ripartire l’economia con professionalità ad alto valore aggiunto senza mangiarci oggi le risorse delle generazioni successive. Siamo ad un bivio, perchè la nostra è l’ultima generazione che può fare qualcosa prima che diventi irreversibile il “climate change”, con impatti ecologici e sociali drammatici. Il tempo è scaduto, e Parigi deve dare le risposte che ci aspettiamo.
Venerdi, infine, abbiamo chiuso il “pacchetto” degli emendamenti alla legge di stabilità. Non entro nel merito delle proposte che ho fatto, che pubblicherò sul mio sito, anche perchè la sopravvivenza degli emendamenti ha lo stesso trend delle tartarughe che nascono tra la sabbia e poi raggiungono il mare dopo aver superato una selezione darwiniana che fa morire tantissimi esemplari. Di certo, in stabilità ci sarà un robusto stanziamento (20 miliardi) per la manutenzione straordinaria delle strade Anas, cosa per la quale come gruppo Pd di commissione abbiamo lavorato moltissimo al fine di dare pianificazione quinquennale agli interventi e sottrarre all’occasionalità gli stanziamenti e gli interventi.

Per battere il ferro finchè e caldo, lunedi sarà a Gondo ad una pregevole iniziativa promossa dal Comune di Trasquera, perchè questa è l’occasione per completare definitivamente il progetto della superstrada ossolana, risolvendo il tratto mancante Varzo-confine archiviando il faraonico progetto del passato (400 milioni) per giungere ad un progetto in accordo con le popolazioni locali, e contemporaneamente avviare una pianificazione a lotti quinquennale per la messa in sicurezza del tratto Gravellona-Domodossola, con la risoluzione del nodo di Ornavasso in vista del nuovo ospedale. A proposito: d iciamoci la verità, quanti ci credevano solo un anno fa? Se rimandiamo indietro il film, lo scenario era profondamente diverso. Una Regione che non aveva capito la nostra peculiarità montana, un territorio spaccato, un’Asl con una mobilità passiva alle stelle a causa di strutture ospedaliere obsolete e in concorrenza tra di loro. Sembrava la tempesta perfetta. Poi… Poi la Politica, quella che guarda avanti e costruisce il consenso sui progetti, ha fatto la sua parte. E dop o un anno di lavoro, abbiamo di fronte questa prospettiva rilevante. Un nuovo ospedale, pubblico, per il Verbano Cusio Ossola. Una rifunzionalizzazione dei presidi del San Biagio e del Castelli, con l’aumento dell’offerta di servizi. E un territorio compatto, dopo anni di barricate, nel quale si comincia a programmare in termini unitari su partite decisive come sanità e socio-assistenziale, dopo aver conseguito tale indirizzo su rifiuti e trasporti. Con un ruolo decisivo -permettetemelo- del Partito Democratico, unico partito che è riuscito ad unire il territorio, dicendo le stesse cose in ogni parte della provincia e con il pronunciamento chiaro dei consigli comunali di Verbania, Domodossola e Omegna. Molto resta ancora da fare. Ma questa è una bella settimana per chi crede nel futuro.

Pensiero finale: scrivo queste note nelle ore della giornata nazionale della colletta alimentare. Pensare che oggi in Italia ci siano famiglie in difficoltà per trovare il proprio pane quotidiano è qualcosa che non può lasciarci indifferenti,e che ci deve spingere a sforzi di solidarietà come questi ma contemporaneamente a un impegno per la modifica dei meccanismi di fondo che producono ingiustizie, povertà ed esclusioni. Appartengo alla categoria di quelli che ritengono decisivo insegnare qualcuno a pescare, anzichè limitarsi a donargli un pesce ogni giorno. Al netto di ciò, grazie a tutti i volontari della colletta alimentare e a tutti quelli che doneranno. Sono il pezzo di quell’Italia silenziosa che non appare ma che funziona, e grazie alla quale il nostro Paese va avanti.
Buona settimana a tutti.
Enrico

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