A proposito di Bagnasco

A proposito di Bagnasco

Sono stato formato alla politica sulla base dell’idea che ispirazione cristiana e vera laicità in realtà non solo non si contrastano, ma coincidono. E non solo perché «laico» è parola interna alla cultura religiosa, ma perché la vera laicità esprime nient’altro che lo stesso rifiuto, proprio dell’ispirazione cristiana, di ogni concezione assolutizzante e totalizzatrice.
La concezione laica della politica e dello Stato è tutta dentro l’ispirazione cristiana. E contrasta la pretesa di rendere immanente la verità e politico il messaggio religioso, costruendo ideologie chiuse e definite, e fermando la storia piegandola ai propri schemi, alle proprie illusioni ed ai propri sogni, alimentando così il «laicismo» come il «clericalismo», anch’essi in fondo coincidenti in una stessa logica come due facce della medaglia. Da questa logica nascono il totalitarismo e la negazione di quelle libertà che sono, invece, esaltate nella concezione cristiana e laica della storia umana.
Io penso che la forza straordinaria dell’insegnamento di Sturzo, di De Gasperi e di Moro ed il dato originale e proprio dell’esperienza dei cattolici democratici stiano qui, nell’equilibrio tra comportamento laico e ispirazione religiosa, superando la concezione di partito clericale, come la visione del laicismo tradizionale, diventati entrambi indifferenti ai valori propri che garantiscono la democrazia, accrescono le libertà e tutelano la dignità della persona. Per questo credo che il cardinal Bagnasco abbia sbagliato, e ai fini degli obiettivi che si poneva il suo intervento sia stato anche controproducente.

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