Qui Montecitorio 4 Aprile

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TRA CONFERME E SORPRESE, E UNA RIFLESSIONE SUL CASO GUIDI

Settimana post Pasquale con qualche sorpresa e qualche conferma.
In tema di conferme, arriva da Torino la notizia di un incontro tra la giunta regionale e le autorità locali sul nuovo ospedale. Nonostante lo scetticismo diffuso ad arte per finalità elettorali da parte di qualcuno, nonché una forma di legittimo attendismo da parte di qualche “opinion makers” vista la brutta figura fatta in passato dal centro destra in materia, le cose procedono. La Regione si è impegnata a stanziare nell’assestamento di bilancio il 5% dell’importo, condizione necessaria e indispensabile per attivare la procedura. Il Comune di Ornavasso è pronto con la variante urbanistica, e a compartecipare alle spese per la viabilità. A Roma il ministero della salute è stato ingaggiato sul tema, è appena arriveranno le carte da Torino partirà la procedura istruttoria. C’era molto scetticismo anche attorno alla Città della Salute di Novara, eppure l’abbiamo portata a casa. E sono convinto che continuando a marciare in questo modo, accadrà lo stesso per l’ospedale nuovo del Verbano Cusio Ossola.
Sempre in materia di conferme, l’incontro tenutosi sabato mattina a Cannobio con i frontalieri e organizzato dal Pd Alto Verbano ribadisce il nostro impegno a seguire con estrema attenzione il comparto frontaliero e l’economia delle zone di confine. La notizia è l’uno-due che insieme con Aldo Reschigna siamo riusciti a mettere in piedi nei confronti del Canton Ticino, che vedrà il prossimo 13 aprile a Roma un’audizione in Parlamento del Presidente del Consiglio di Stato del Ticino Norman Gobbi e il prossimo 15 aprile a Verbania un incontro ufficiale tra il presidente della Regione Piemonte Chiamparino e lo stesso Gobbi. I paletti fissati dalla mia mozione sul frontalierato e approvata dalla Camera stanno, ovviamente, facendo discutere, ed è giusto che il confronto politico-diplomatico si sviluppi, nel rispetto delle posizioni di tutti e nella chiarezza delle opinioni e degli interessi in campo.
Sul fronte delle sorprese, due vicende. La prima è costituita dalla grandissima partecipazione al seminario di Domodossola di venerdì scorso sul futuro del comparto agricolo ossolana e sulle opportunità per il comparto date dall’introduzione (avvenuta per iniziativa del ministro Martina su stimolo e sollecitazione del Pd) della specificità montana nella Politica Agricola Comune 2014/2020. Tante persone in sala, e tanti giovani professionalizzati. Una condizione essenziale per attivare le opportunità finanziarie che vengono messe a disposizione (ad iniziare dal premio insediamento per giovani agricoltori), e per realizzare la strategia aree interne che proprio in Ossola ha una delle proprie aree sperimentali a livello nazionale. Lo sviluppo ci sarà se attorno alle opportunità finanziarie che stiamo creando, si genereranno attività imprenditoriali, mercato, aziende disposte a scommettere e a vincere sulle frontiere dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile. A Domodossola si respirava quest’aria di speranza, unita al legittimo orgoglio per le nostre radici, e su questo dobbiamo lavorare.
La seconda sorpresa della settimana e’ stata rappresentata dalla vicenda del ministro Guidi, con le relative dimissioni, che mi ha visto in qualche modo coinvolto visto che nella famosa notte del 17 ottobre 2014 la questione dell’emendamento presentato e poi dichiarato inammissibile coinvolse la mia commissione. Ci sarebbero molte cose da dire, meritevoli di uno spazio ben più approfondito di una newsletter.

Vorrei in proposito fare, al momento, una riflessione generale. I protagonisti di questa vicenda sono stati generati da quella “nouvelle vague” imprenditoriale che negli anni scorsi aveva fortemente preso di mira le istituzioni, i politici e la politica anticipando -e in qualche modo aprendo la porta- alla stagione di antipolitica successivamente generata. Ne fui testimone oculare nel 2007/2008, quando la Confindustria dei Montezemolo (non so se sia parente di quel signore oggi finito sui giornali per la creazione di società off shore a scopi di elusione fiscale a Panama…), di Colaninno e della Guidi partiva sempre dalle comunità montane (seguendo l’indice dettato da Stella,o forse da loro dettato a lui) per chiedere una destrutturazione della politica, un pensionamento dei politici e la rivoluzione della società civile. Abbiamo capito che l’eliminazione sistematica dei partiti e della rappresentanza non produce il mito maieutico della rivoluzione, ma fenomeni di trasformismo e di appropriazione delle istituzioni ai fini particolaristici? Ormai i casi di campioni della società civile che gettavano fango sulla politica per delegittimarla e andare, in tal modo, ad occupare le istituzioni per farsi gli affari propri sono tanti. Troppi.
La selezione di una classe dirigente democratica, attrezzata e di livello, è oggi un problema di una drammatica attualità.
Sarà bene che ne ricaviamo questa conclusione politica, dalle vicende di queste ore, lasciando le questioni giudiziarie alle sedi competenti e i gossip ai giornali scandalistici. Ed elaborare qualche risposta di sistema, per generare meccanismi in grado di produrre anticorpi che evitino questa gattopardesca pièce nazionale che da troppi anni si riproduce.
Buona settimana a tutti

Enrico

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