Oggi è stata una sconfitta

Oggi è stata una sconfitta

Roma, 24 Gennaio 2017

 

Come sanno gli amici che hanno la pazienza di seguirmi, sono un convinto assertore del primato della politica.
Lo sono perché ogni volta che la politica viene messa in secondo piano, decidono sempre consorterie, burocrazie, corporativismi o interessi privati.

E perché preferisco essere comandato da qualcuno eletto, piuttosto che da qualche plutocrate che manovra i fili da qualche santuario inaccessibile.

Per questo motivo, per chi come me – lo ammetto, non siamo poi in tanti – crede a questo, la giornata di oggi è una sconfitta.

Tutto questo attendere la pronuncia della Corte Costituzionale, tutto questo appendere alle decisioni di un organismo fondamentale per l’esercizio democratico, ma dentro una funzione di garanzia, a mio avviso è stato un errore.

Di cui ci pentiremo presto.

Sarebbe come se durante una partita di calcio, i giocatori si fermassero tutti improvvisamente, e chiedessero ad arbitro e guardalinee di fare gol. Lo dico oggi, perché poi da domani saremo tutti sommersi nel commento.

E poi ci accorgeremo di un’antica massima della politica e della fisica: gli spazi vuoti non esistono, se si creano qualcuno li riempie.

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