Aree interne: nella relazione al Cipe il primo bilancio delle 68 aree progetto

Aree interne: nella relazione al Cipe il primo bilancio delle 68 aree progetto

Turismo, agricoltura e servizi i settori su cui il territorio ha investito le risorse 

68 aree progetto a dicembre 2016, cioè il 24,9% di tutti i comuni italiani classificati come aree interne, 1.043 comuni, con 2.026.299 abitanti e una superficie complessiva di 49.103 kmq.

Sono questi i numeri che emergono della relazione annuale sulla Strategia Nazionale per le Aree Interne presentata al Cipe dal Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti. Con uno stanziamento di 190 milioni di euro dalle leggi di stabilità 2014, 2015 e 2016 per gli interventi a sostegno del miglioramento dei servizi sul territorio.

Agricoltura e Turismo sono i settori principali su cui il territorio sta investendo per rilanciare lo sviluppo. Al centro, il ripristino del paesaggio come sintesi della cultura locale,  cercando di puntare sui nuovi abitanti di queste aree: giovani, “rientranti”, stranieri, tutti soggetti portatori di nuove competenze.

Altro ambito che emerge con forza è quello dei servizi essenziali: scuola, trasporti, sanità. Si tratta in particolare di quelle aree che hanno deciso di ripensare il proprio futuro passando per un forte investimento sul capitale umano (scuola) e per una nuova maniera di concepire la propria area come sistema territoriale omogeneo, facilitando gli spostamenti interni da un comune all’altro (ripensamento del TPL) e quelli esterni verso i poli d’attrazione (ospedali vicini o città di riferimento), il tutto trainato da una filiera coerente di interventi. In particolare, per quanto riguarda l’ambito scolastico, si punta a migliorare la qualità della didattica e dei modelli pedagogici innovativi e di orientare l’offerta formativa alle vocazioni territoriali, puntando su stabilità e formazione del personale docente. Sul versante delle cure sanitarie, il territorio si è focalizzato in particolare sull’integrazione sociosanitaria e sull’umanizzazione delle cure, con iniziative volte ad aumentare sempre più la continuità ospedale-territorio, la riduzione dei ricoveri inappropriati e il maggior ricorso ai servizi territoriali. Diverse anche le iniziative volte al miglioramento della rete dell’emergenza d’urgenza. In tema di mobilità e trasporti le azioni d’intervento delle aree riguardano il potenziamento dei servizi di TPL per i lavoratori, la manutenzione stradale e messa in sicurezza, l’accessibilità specifica agli attrattori turistici tramite reti e percorsi ciclabili e, in misura minore, la riqualificazione di percorsi pedonali e il trasporto delle merci.

Innovazione del basso, nuova agricoltura, idee per il rilancio delle Alpi e del martoriato Appennino, partendo dalle Comunità locali come guardiane del territorio in una funzione nazionale”. Commenta così l’On. Enrico Borghi, il cui incarico di coordinatore nazionale della Strategia Nazionale Aree Interne è in fase di riconferma da parte del Ministro De Vincenti.

Dentro le strategia d’area – continua – sta nascendo un’idea d’Italia fatta di cambiamento, economia sostenibile e voglia di farcela. Il tutto dentro uno schema di collaborazione tra lo Stato centrale, che dimostra di esserci, le Regioni e gli enti locali. Un messaggio positivo: dalle aree interne si ricostruisce l’identità e il senso di comunità di un Paese straordinario e fragile come l’Italia”.

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