Il mondo che cambia intorno a noi

Il mondo che cambia intorno a noi

Mentre siamo immersi in discussioni spesso provinciali quando non autoreferenziali, il mondo attorno a noi sta prendendo una piega particolare, con tratti di inquietudine.
La terra per antonomasia della libertà, dell’accoglienza e dell’uguaglianza – gli Stati Uniti d’America – sembra aver attualizzato dopo dodici anni un romanzo di fantapolitica di Philip Roth (“Il complotto contro l’America”) nel quale l’eroe popolare Charles Lindbergh veniva eletto presidente, schierandosi al fianco della Germania nazista e del Giappone avviando al contempo ritorsioni antisemite, per poi scoprire che la sua elezione era stata pilotata dal nazismo in modo da avere sotto controllo l’America.
Ad Est, il fronte dei diritti civili si involve nella Russia di Putin che depenalizza a semplice multa la violenza domestica degli uomini maschi su mogli e figli, mentre in Turchia si va verso la trasformazione della repubblica da parlamentare a presidenziale, con un aumento esponenziale dei poteri (già ampi) del Presidente della Repubblica, che oggi è quell’Erdogan che mette tranquillamente in carcere chi non la pensa come lui.
Nel Regno Unito, Theresa May insiste nella “hard Brexit” le cui conseguenze potrebbero impattare direttamente in futuro anche sullo stato delle relazioni tra Italia e Svizzera, perché oltre il Sempione c’è chi spinge per una rottura dei rapporti tra Berna e Bruxelles con fine della libera circolazione di merci e persone che oggi sta alla base del lavoro frontaliero e del commercio tra VCO, Vallese e Ticino.
In Francia la candidatura di Fillon sembra sgonfiarsi e prendere quota quella del centrista ed europeista Macron con la sinistra in crisi nera,  mentre all’estrema destra Marine Le Pen annuncia che con lei all’Eliseo, la Francia uscirebbe contemporaneamente dalla NATO e dalla UE.
In Germania in ritorno in campo di Schulz sembra avere rivitalizzato i socialdemocratici, nella corsa autunnale contro la Merkel che vede a destra l’insidia dei nazionalisti.
Insomma, un quadro di grandissima evoluzione. Nel quale a volte appaiono davvero incongrue tutte le attenzioni che noi politici diamo a elementi che dovrebbero essere più relativi, a fronte di questo cambiamento.
Non tutto è perduto, comunque. Dentro il nuovo scontro politico tra nazionalismi ed europeismi, emerge grazie ad alcuni sondaggi la fiducia che ancora è maggioritaria nelle opinioni pubbliche europee per l’idea originaria di Europa. I nostri cittadini ci dicono che credono ancora in maggioranza all’Europa, ma richiedono più socialità, più solidarietà, più anima alle istituzioni europee.
Credo sia questo il nostro campo di lavoro dei prossimi mesi: imbracciare la bandiera di una Europa più giusta e più sociale, per rispondere insieme a problemi epocali rispetto ai quali in altri paesi si assiste al ritorno dell’uomo forte al comando e al nazionalismo come risposta. In questa settimana una risposta importante è giunto dal vertice di Malta, con l’accordo europeo sulla gestione dei migranti. Dobbiamo andare in questa direzione. E fare ancora di più. Tornando su un antico tema, caro a De Gasperi, ovvero l’esercito europeo. Al quale affiancare l’intelligence unica, perché solo con la cooperazione europea potremo sconfiggere davvero il terrorismo islamico.
Penso che il futuro terreno di scontro politico, anche in Italia, sarà tra europeisti e nazionalisti. Dobbiamo attrezzarci.

Aree interne: si prosegue il lavoro
In settimana, il nuovo ministro alla coesione territoriale Claudio De Vincenti mi ha chiesto di proseguire nell’incarico di coordinatore della Strategia Nazionale delle Aree Interne. Ho accettato, e insieme con lui abbiamo già fatto il punto di un programma che -come evidenziato nella relazione depositata- inizia a prendere corpo.
Siamo passati da 55 aree selezionate a 68 nel dicembre 2016, per 1.043 comuni coinvolti e oltre 2 milioni di abitanti nei territori interessati.
Stanno emergenti progettualità innovative dal basso, frutto della partecipazione di territori che non si arrendono e non si chiudono nel lamentismo e nel piagnisteo, utile a qualche carriera politica ma sterile per lo sviluppo dei territori.
Sono in rampa di lancio già 8 territori, pronti a firmare gli Accordi di Programma Quadro tra Stato, Regioni ed Enti locali che faranno partire investimenti in servizi e sviluppo. Si va dai 19 milioni per la Valtellina e la Valchiavenna ai 10 della Val Maira, dai 37 delle Madonie ai 9 dell’Appennino Basso Pesarese e Anconetano, giusto per fare qualche numero.
Lunedì scorso, in questa direzione ci siamo incontrati a Palazzo Pretorio a Vogogna con i sindaci della Valle Anzasca per discutere di sanità e medicina territoriale, per la Strategia d’Area dell’Ossola che ora entra nel vivo. Forse qualcuno avrà capito che stiamo costruendo il futuro. Speriamolo, per il bene di questo territorio.

PD
Si discute molto di Partito Democratico, dopo la sentenza della Consulta sulla legge elettorale. La brevità di queste note non mi consentono un’analisi più raffinata. Dico solo che, per ciò che ci concerne, nel VCO non ci chiudiamo certo a riccio. Anzi, apriamo subito il confronto pubblico con iscritti, elettori, simpatizzanti e cittadini. Con la segretaria reggente Rosa Rita Varallo abbiamo messo in piedi un “tour” di tutte le nostre sezioni territoriali, che avverrà in luoghi pubblici, per confrontarci con la nostra base. Lo faremo insieme al vicepresidente della Regione Piemonte, Aldo Reschigna, il presidente della Provincia Stefano Costa e con i nostri amministratori, impegnati sul campo. Si comincia lunedì Sei febbraio, dopo cena, a Crevoladossola. Chi vuole discutere di politica, e portare la sua opinione, è benvenuto.

Addio a Giuseppe Moroni
Infine, un pensiero a Giuseppe Moroni,  che ci ha lasciati. Protagonista della nostra imprenditoria nazionale, dal suo stabilimento di Omegna ha portato lavoro e sviluppo ai nostri territori con lo storico marchio della Lagostina, nel quadro di un modello di capitalismo familiare che oggi davanti alla finanziarizzazione dell economia rimpiangiamo un poco tutti. Fu tra i protagonisti della nascita della nuova provincia, alla guida dell Unione Industriale e della Camera di Commercio del VCO, di cui fu primo protagonista. Ti sia lieve la terra, Giuseppe. E grazie per tutto.

Buona settimana a tutti,

Enrico

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