Interrogativi inquietanti e logiche democratiche

Interrogativi inquietanti e logiche democratiche

La settimana santa trova sul banco due vicende paradigmatiche del modo di agire italiano. La prima è una vicenda inquietante, che sembra rimandarci a stagioni buie della nostra democrazia dove il “tintinnar di sciabole” condizionava l’attività di partiti e Parlamento. La seconda è la novità assoluta di un intervento della magistratura civile, che interviene nel processo di selezione interna ad un partito (il Movimento 5 Stelle) facendogli scoprire l’esistenza del Codice Civile. Vicende dalla quali occorre trarre qualche insegnamento.
Andiamo per ordine. Nel primo caso, i magistrati della Procura di Roma che hanno in mano l’inchiesta Consip sulla quale Renzi, suo padre e il ministro Lotti sono stati messi sulla graticola, hanno indagato un capitano dei carabinieri per falso materiale e falso ideologico perchè esso “redigeva nell’esercizio delle sue funzioni” una informativa finita agli atti dell’inchiesta che risulta falsa. Di fronte alla contestazione dei magistrati, l’ufficiale dell’Arma si è riservato di non rispondere. Insomma, su una frase attorno alla quale gira quasi tutta l’inchiesta sul padre di Renzi c’è stata una falsa attribuzione che fa cadere la principale prova di contatto tra l’appaltatore Romeo e il padre dell’ex presidente del consiglio.
Non entro nel merito della questione giudiziaria. Su questo la magistratura deve andare fino in fondo, e non ho dubbi che lo farà. Il punto inquietante è un altro. E cioè: un pezzo dello Stato ha operato -secondo quanto asseriscono alcuni magistrati- per fabbricare prove finte, alla base delle quali è partita una operazione mediatica proprio durante un congresso di partito chiamato a selezionare il leader del Pd dei prossimi quattro anni. Lo ha fatto da solo? Perchè si è avvalso della facoltà di non rispondere? Ci sono altre persone dietro a questa sua scelta? E se si, quali? Certamente un capitano dell’Arma dei Carabinieri non può non sapere quale conseguenza avrebbe avuto nella vita politica, istituzionale e addirittura sociale del nostro paese l’impatto di una prova di quella natura, che ora si scopre non esistere.
Siamo tornati agli anni ’60 o agli anni ’70, quelli dei complotti, dei pezzi di stato paralleli e infedeli, della circolazione extracorporea nelle istituzioni? Qui sono finiti sotto inchiesta mediatica un ex Presidente del Consiglio e sotto inchiesta penale il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri e un ministro della Repubblica. Davvero vogliamo far credere che sia stato un gesto solitario di un ufficiale silente?

***
Mentre questi interrogativi inquietanti aleggiano nell’aria, da Genova arriva un’altra clamorosa notizia. Un magistrato, in sede civile, impone a Beppe Grillo di candidare a sindaco una esponente del suo partito che lui stesso aveva sbugiardato pubblicamente, annullando una votazione effettuata a livello locale. Una sorta di nemesi per i 5 stelle, tanto bravi da invocare la giustizia imposta dalla magistratura per gli altri quando siamo agli avvisi di garanzia, tanto a sfuggire alle proprie responsabilità in presenza di sentenze. La realtà è che a furia di raccontare frottole (il non-partito, il non-statuto, l’uno-vale-uno e via discorrendo), gli amici grillini si sono persi di vista la realtà. Che è semplice: per qualunque associazione, vige il proprio Statuto interno, e in assenza di esso vale il Codice Civile. Per cui se uno si vanta di non avere regole, essendo obbligatorio in uno stato di diritto essere soggetti alle regole e non al capriccio di un despota, può capitare che arrivi in giudice a ricordare che le regole ci sono apposta per essere rispettate. Da tutti. Ad iniziare da chi a chiacchiere si fa paladino di moralità.

Due vicende, queste, che indurrebbero molti soloni, tanti Robespierre da salotto e qualche leone da tastiera a qualche bagno di umiltà. Non dico per arrivare a scusarsi, ma almeno a capire che la democrazia è un esercizio più complesso e più articolato di un autodafè da Inquisizione al quale ci abituano ormai quotidianamente.

Buona settimana a tutti

Enrico

Articoli correlati
Lascia un tuo commento