Caro Trump, non abbiamo un Pianeta di riserva

Caro Trump, non abbiamo un Pianeta di riserva
E’ stata la settimana del recesso degli Stati Uniti d’America di Donald Trump dagli accordi sul clima di Parigi, la cosiddetta “Cop 21”. E’ stata una doppia, pessima notizia. Dapprima perchè il ritiro di un partner cosi’ importante dagli accordi internazionali per il contenimento del cambiamento climatico, per la messa in campo delle azioni di mitigazione e di adattamento al “climate change” mette in seria discussione il raggiungimento dei target fissati da Parigi e confermati alla COP 22 di Marrackech, alla quale ho avuto la ventura di partecipare e nella quale l’amministrazione Usa uscente si era presentata con John Kerry per assicurare i partner mondiali sulla serietà degli States. Ed inoltre, lo è perchè chi crede -come chi scrive- nel ruolo guida che gli Usa hanno avuto per almeno 70 anni su tutto l’Occidente, deve constatare come per la prima volta essi abbiano fatto un passo indietro nella multilateralità e nella capacità di leadership delle nazioni avanzate.
E’ uno schiaffo in faccia durissimo per tutto l’Occidente, peraltro annunciato da una campagna elettorale grintosa e reazionaria che su questi temi aveva costruito una retorica sulla base della quale i temi dell’ambiente fanno parte di una orchestrata manovra per le economie europee e asiatiche, prive di materie prime fossili tali da sostenere il loro attuale livello di crescita, sviluppo e benessere.
Non c’e’ dubbio che di fronte ad uno shock di questa natura, ancora una volta la campana suona per l’ultima volta nella direzione della UE: Angela Merkel lo ha detto chiaramente, e in maniera del tutto inedita, all’indomani del vertice di Taormina che sul clima ha registrato il totale isolamento di Trump dagli altri partner mondiali. Il modo peggiore per reagire alla marcia indietro americana sarebbe rincorrerli sul loro terreno, riaprendo negoziati al ribasso che non porterebbero da nessuna parte. Al contrario, occorre rilanciare con maggiore forza, anche perche’ in questo modo anche Oltreoceano si accorgeranno che ormai le economie piu’ avanzate stanno riorientando il loro business nella direzione della sostenibilità e della progressiva fuoriuscita del fossile dalla bilancia energetica. L’obiettivo deve essere far costare un chilowattora prodotto con il vento, il sole o l’acqua meno di un chilowattora prodotto bruciando carbone, petrolio o gas. Ci vorranno anni, ma Parigi indica chiaramente la strada. Non dobbiamo deflettere, anzi rilanciare.
Anche per questo saro’ nella settimana che si apre a New York, per partecipare come delegato alla Conferenza Mondiale sugli Oceani delle Nazioni Unite. Qui, per una singolare coincidenza, celebreremo la giornata mondiale dell’ambiente, proprio nelle ore in cui il mondo reagisce a Trump e alla sua scelta reazionaria. Sara’ il modo con il quale diremo, a nome di milioni di persone, ce non abbiamo un Pianeta di riserva. E che non possiamo tornare indietro.
Legge elettorale: avanti con qualche fatica
La riforma della legge elettorale si e’ staccata dai blocchi di partenza, con una certa fatica all’interno degli schieramenti. In seno al Movimento 5 Stelle e’ dovuto intervenire Grillo, per sedare sul nascere una rivolta di parlamentari che stavano facendosi una botta di conti e si stavano accorgendo che il nuovo sistema elettorale non garantiva loro una elezione sicura. Evidentemente, si sono gia’ assuefatti alle logiche perverse di quel sistema che dicevano di voler rivoluzionare, e che ora invece si accingono solo ad ereditare. Pensavo di essere riuscito a portare a casa la tutela totale della rappresentanza parlamentare VCO, con la creazione del collegio uninominale del Verbano Cusio Ossola alla Camera, invece la diminuzione del numero di collegi scelta per evitare l’effetto “flipper” che lascerebbe a casa anche i vincitori di collegio ha dilatato la dimensione territoriale. Poco male, a mio avviso va bene anche la vecchia definizione del collegio senatoriale del Mattarellum, che riprende quasi del tutto il collegio senatoriale del Verbano Cusio Ossola del sistema proporzionale vigente fino al 1992, che ricomprende dentro il collegio oltre alla nostra provincia anche il Cusio Novarese, il Vergante e il Borgomanerese. L’importante,a  mio avviso, è che chi vince il collegio uninominale sia direttamente eletto, per non prendere in giro i cittadini. Mi pare ci si stia orientando in questa direzione. Vedremo se l’accordo regge.
La mia festa della Repubblica
Ho trascorso la festa della Repubblica in modo davvero trafelato. Alla sera del 1 giugno, il Presidente Sergio Mattarella mi ha fatto l’onore di invitarmi al ricevimento ai Giardini del Quirinale, come presidente dell’Uncem. Ho incontrato tante persone, ma quelle che mi hanno toccato il cuore sono stati i Sindaci delle zone terremotate e delle aree interne, con i quali ho gettato le basi per il lavoro di ricostruzione. Poi la mattina del 2 giugno ho partecipato alla cerimonia provinciale sul lungolago di Pallanza,  e nel pomeriggio sono rimbalzato tra il benvenuto civico dei giovani di Baceno in Valle Antigorio e la bella e sfortunata finale della Paffoni Fulgor Omegna al Palabattisti, per chiudere poi a Druogno, in Valle Vigezzo, intervenendo ad un toccante ed emozionante concerto pro-terremotati del Corpo Musicale di Druogno, del Corpo Musicale di San Rocco di Premia e della Corale Parrocchiale di Druogno. Ovunque ho trovato identità repubblicana e voglia di farcela insieme.
Buona settimana a tutti,
Enrico
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