Borghi ha presentato alla Camera Piccole Italie

Borghi ha presentato alla Camera Piccole Italie
E’ stato presentato questa mattina, nella sala Aldo Moro gremita di autorità e pubblico, il nuovo libro del deputato ossolano Enrico Borghi, “Piccole Italie”, dedicato ai temi delle aree interne e della questione territoriale.
Di assoluto rilievo il “parterre” degli intervenuti: coordinati dal caporedattore del Tg1, Piero Damosso, sono intervenuti il capogruppo Pd Ettore Rosato, il presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, il presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il vicesegretario dell’Udc Giuseppe De Mita, il gesuita di “Civiltà Cattolica” padre Francesco Occhetta, il sottosegretario al welfare Luigi Bobba e la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena Boschi.
Secondo quest’ultima, i piccoli comuni, in particolare quelli delle aree interne del nostro paese, “Non sono comunità di serie B. Sono invece dei luoghi che vanno sostenuti cercando di difendere contemporaneamente le identità e i servizi. Ora però dobbiamo interrogarci sul futuro con una prospettiva che non riguardi solo la contingenza e le emergenze. Sono convinta che per combattere lo spopolamento delle aree interne sia necessario investire sulla scuola e sulla sua presenza sul territorio. Una scelta che sta funzionando per i piccoli comuni dell’Italia centrale colpiti dal sisma, ma che sono convinta possa funzionare anche per altri territori“.
 Per il rilancio delle aree interne italiane, secondo Ermete Realacci “serve più la banda larga che non un’autostrada”. Realacci ha inquadrato il tema dei Paesi colpiti dal sisma del 24 agosto all’interno della questione del rilancio dei territori e dei piccoli comuni, affrontato dal libro. “fa male – ha detto Realacci – chi guarda a questi luoghi con occhio languido, chi parla di ‘Appennino dolente’. Il tema non è la conservazione nel senso dell’imbalsamare la realtà, ma nel senso di conservarla viva”. In molti di questi territori, pur in presenza di problemi come lo spopolamento o l’invecchiamento, c’è anche la “presenza di realtà assai innovative per esempio nelle energie rinnovabili”. “Occorre allora incrociare questi punti di forza con l’innovazione”. In tal senso è “fondamentale” l’approvazione della legge sui piccoli comuni approvata all’unanimita’ dalla Camera lo scorso settembre e ferma in Senato: “Facciamo una pressione costante sul governo – ha proseguito Realacci- perchè si superino i giochi burocratici per impediscono l’approvazione della legge in Senato”. “Da come ricostruiremo l’area del cratere – ha aggiunto – dimostreremo di aver capito come va il mondo: serve piu’ la banda larga che non un’autostrada“. Quindi “non sarà assistenza agli sventurati ma il modo di affrontare la sfida del futuro“.
Più politico il taglio dato da Ettore Rosato, che ha sottolineato: Ho nostalgia della vecchia Lega che si occupava dei temi del territorio. Ormai la questione settentrionale se non la porta avanti il Pd non lo fa nessuno, dato che la Lega si occupa d’altro”.
Da padre Occhetta una riflessione sugli aspetti antropologici dei territori: “Il libro di Borghi affronta con grande lucidità e professionalità i temi dei territori, perchè Borghi conosce la sua gente e ragiona di politica con la concretezza di chi la vive nel quotidiano delle comunità. Oggi i territori sono il futuro, perchè in essi ci sono re senza corona costituiti dalle comunità locali, che sono l’antidoto ai neo populismi e la chiave ermeneutica che fa da argine all’individualismo nichilista. Nelle città ci sono i re con le corone che esaltano chiusure e paure, nei territori si costruisce il modello culturale di domani fatto di democrazia dal basso ed ecologia culturale. Per questo papa Francesco parla dell’importanza delle periferie, che portano la luce ai grandi centri dove l’uomo diventa merce e poi scarto“.
 “La questione dei territori – ha detto Borghi–  è una questione nazionale percheè rappresentano oggi ciò che sarà l’Italia tra 20 anni se la politica fallirà. E’  una questione istituzionale, perchè sui territori si vive con il pluralismo degli ordinamenti giuridici e politici mentre oggi il centro propaga idee massificanti e uniformanti non idonee alla complessità e alla ricchezza dell’Italia. Ed è quindi questione politica perchè la soluzione alla crisi passa da qui.”  “La Lega Nord da partito sindacale del Nord – ha affermato Borghi – si è trasformato in una destra nazionale. Avendo fallito quell’esperienza, punta a un altro modello. Questo apre uno spazio al Pd, che può essere il partito delle comunità e dei territori. A patto che si passi da una politica dei contenitori ad una politica dei contenuti, e si dia modernità al concetto di democrazia rappresentativa visto che i modelli populisti da un lato e tecnocratici dall’altro falliscono entrambi nel dare risposte ai bisogni di libertà e giustizia delle popolazioni. Dobbiamo farlo perchè, come avvertiva già Aldo Moro nel 1974, la cesura tra popolo e istituzioni è viva, e se vogliamo evitare che diventi definitiva a noi spetta questo compito storico. Per questo i territori sono una straordinaria palestra per l’Italia e il suo modello democratico“.
Articoli correlati
Lascia un tuo commento