Ok decreto banche: accolto Odg del PD a tutela piccoli risparmiatori e imprese

Ok decreto banche: accolto Odg del PD a tutela piccoli risparmiatori e imprese

E’ stato approvato alla Camera ieri 13 luglio, dopo una lunga giornata, il decreto legge  varato dal governo su proposta del ministro dell’economia Padoan che ha permesso il 26 giugno scorso di mantenere aperti gli sportelli delle due popolari venete mettendo in sicurezza tutti i correntisti, gli obbligazionisti senior, le 100.000 piccole medie imprese e 200.000 famiglie che hanno contratto prestiti con Veneto Banca e con la  Banca Popolare di Vicenza, e i quasi 10.000 dipendenti. Prevedendo anche un ristoro per la gran parte degli obbligazionisti subordinati.

Il decreto avvia la procedura di liquidazione della Banca Popolare di Vicenza s.p.a e della Veneto Banca s.p.a. (che nel 2007 aveva assorbito la ex Banca Popolare di Intra), assicurando  la continuazione  dell’esercizio delle imprese e la cessione delle aziende bancarie a Intesa San Paolo s.p.a., stabilendo una speciale procedura di insolvenza che si discosta dalla procedura di liquidazione coatta amministrativa disciplinata dal Testo Unico bancario. In sostanza, la liquidazione delle due banche e il loro inglobamento all’interno di Intesa San Paolo non avverrà mediante fallimento, ma con intervento a garanzia da parte dello Stato per evitare il tracollo degli istituti, che avrebbe generato pesantissime ripercussioni sia sul piano occupazionale, sia quello patrimoniale di correntisti e obbligazionisti sia più in generale sul tessuto produttivo e sociale delle aree territoriali interessate dalla presenza dei due istituti bancari, tra cui l’Alto Piemonte.

Con le norme varate ieri dalla Camera, viene assicurata la continuità dell’esercizio di impresa e la garanzia di accesso al credito e al risparmio da parte delle famiglie e delle imprese. Inoltre, non s darà luogo a licenziamenti nel personale risultante in esubero, ma si farà ricorso, su base volontaria, agli incentivi al prepensionamento previsti nell’ambito del Fondo di solidarietà del settore del credito, nonchè a ulteriori misure volte a salvaguardare i livelli occupazionali.

“Certo -osserva il deputato ossolano on. Enrico Borghi- restano molte domande su come si sia arrivati ad un epilogo di questa natura, che impone una verifica da parte della Magistratura fino in fondo alla ricerca dei responsabili di questo drammatico stato di cose che rischiava di scaricarsi in testa ai soggetti più deboli: correntisti, lavoratori e piccole imprese. Ma un conto è chiedere spiegazioni, un altro conto sarebbe stato – come altri irresponsabilmente hanno proposto, M5s in testa – bocciare il decreto aprendo così la via ad una crisi bancaria dagli effetti disastrosi per l’economia del Veneto, dell’Alto Piemonte e quindi del Paese, dopo che il 23 giugno scorso la Vigilanza europea aveva dichiarato le due banche a rischio dissesto. Rimangono tuttavia aperte una serie di situazioni irrisolte, su cui abbiamo chiesto con più ordini del giorno l’impegno dell’Esecutivo a intervenire in prossimi provvedimenti. In particolare l’Aula ha approvato con 309 voti favorevoli e un solo astenuto un ordine del giorno del Pd, elaborato e sottoscritto dai parlamentari democratici dei territori interessati, che impegna il Governo ad assumere ulteriori iniziative su tre punti: assicurare il diritto al rimborso dei piccoli risparmiatori azionisti truffati, con particolare attenzione a chi versa in condizioni di difficoltà economica e sociale; salvaguardare la stabilità del sistema produttivo dei territori interessati garantendo la continuità delle linee di credito già concesse alle imprese; attivarsi in tutte le sedi competenti, anche supportando sul piano organizzativo gli uffici giudiziari, affinché sia fatta luce sui responsabili e siano recuperati i beni, mobili e immobili, appartenenti agli ex vertici aziendali responsabili in sede penale e amministrativa, per ristorare tutti i creditori. E dopo la firma di oggi del Presidente Mattarella, mi auguro che partano quanto prima anche i lavori della Commissione d’inchiesta per fare chiarezza su tutte le responsabilità, ad ogni livello, che ci hanno portato sin qui, generando un danno enorme per questi territori operosi ed onesti che conosciamo. Un danno non solo economico e finanziario, ma anche d’immagine e reputazione per uno scandalo di tali dimensioni da richiedere l’intervento dello Stato”. 

L’ordine del giorno è stato sottoscritto dai deputati Rubinato, Zanin, Sbrollini, Borghi, Moretto, Venittelli, Crivellari, Rostellato, Casellato, Ginato, De Menech e Zan.

Per approfondire i contenuti del decreto legge è possibile consultare il dossier predisposto dal Gruppo dei deputati Pd alla Camera: http://www.deputatipd.it/files/documenti/216_Crisi%20Banche%20Venete_0.pdf.

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