“Riordino Camere di Commercio, in atto manovre oscure. Calenda intervenga e chiarisca”

“Riordino Camere di Commercio, in atto manovre oscure. Calenda intervenga e chiarisca”
Borghi presenta una interrogazione parlamentare 
Sono in atto manovre oscure e di corridoio, sul riordino delle Camere di Commercio, che non tengono conto delle indicazioni che il Parlamento in sede di legge delega ha fornito. Valga come esempio la vicenda della Camera di Commercio del Verbano Cusio Ossola, per la quale la legge contempla la deroga in quanto territorio interamente montano. La proposta di riordino fatta da UnionCamere contrasta palesemente sia con la richiesta del territorio che con quella della Regione Piemonte, stabilendo la soppressione della CCIAA del VCO che possiede gli analoghi requisiti dell’omologa di Sondrio che invece viene lasciata in vita, e propone al governo 59 Camere di Commercio contro le 60 previste dalla legge. Ora, nei testi che sono in circolazione e che stanno andando all’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, improvvisamente spunta la scissione della Camera di Commercio della Sicilia Orientale, con il salvataggio della CCIAA di Siracusa, quella dove casualmente è presidente l’attuale presidente di UnionCamere e per la quale è già stato emesso il decreto di accorpamento con la CCIAA di Catania. A supporto di questa tesi, si adombrano non meglio precisate insostenibilità economiche della CCIAA del VCO, contestate da quest’ultima che asserisce di avere invece tutti i bilanci in regola. Il ministro Calenda non può assistere silente e pilatescamente a questi giochi di corridoio. Ho presentato un’interrogazione parlamentare sul tema, e spero che la Conferenza Stato-Regioni rigetti l’intesa su un decreto costruito con una furbizia levantina che non fa giustizia ad uno stato di diritto”.
Così in una nota l’on. Enrico Borghi, capogruppo del Pd in VIII commissione alla Camera dei Deputati, interviene in merito al riordino delle Camere di Commercio attualmente in discussione.
Roma, 27 luglio 2017
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