Storie politiche di successo (silenziose)

Storie politiche di successo (silenziose)

 

All’opinione pubblica che segue il lavoro del Parlamento, spesso non arrivano notizie di provvedimenti importanti, destinati a segnare nel profondo -a volte- la storia di famiglie, imprese, persone.
E’ stato il caso di questi giorni, nei quali il frastuono su temi di tipo diverso ha coperto l’adozione di decisioni non proprio banali, che aumentano il livello dei diritti e della qualità della vita dei nostri cittadini.
Sono così pochi a sapere, ad esempio, che la Camera ha approvato in prima lettura la legge per superare la frammentazione normativa in materia di superamento delle barriere architettoniche.
Il tema, in questi ultimi 30 anni, ha visto una continua e disarticolata produzione legislativa, con il risultato di aumentare burocrazia, confusione, complessità di applicazione in un campo come quello dei diritti dei portatori di handicap molto delicato.
Con questa legge, si provvederà a coordinare e aggiornare con un unico testo tutta la disciplina per la progettazione e la realizzazione di strutture accessibili, per abbattere le barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati e negli spazi e servizi pubblici o aperti al pubblico, o di pubblica utilità.
In questo modo, una normativa finora disomogenea e frammentata, assai complessa da applicare, con incertezze sulla norma applicabile in concreto e difficoltà interpretative e applicative derivanti dalla diversa regolamentazione prevista per edifici e altri spazi pubblici, diverrà una normativa uniforme e certa per gli utenti e gli operatori del settore.
Una riforma silenziosa, ma concreta, per andare nella direzione delle persone in difficoltà e per sancire davvero e non solo a parole il diritto alla mobilità dei diversamente abili.
Un’altra storia di successo, parimenti passata sotto silenzio, è quella realizzata nell’aula del Senato, dove dopo quasi 4 anni dall’avvio dell’iter legislativo, è stato  approvato il testo del Disegno di Legge sul riconoscimento della Lingua dei Segni Italiana. Dopo una intensa discussione nella quale hanno preso la parola diversi Senatori, l’Assemblea ha infatti approvato il DDL n. 302 sull’inclusione sociale delle persone sorde, il superamento delle barriere comunicative e il riconoscimento della Lingua dei segni Italiana. Il testo passa ora da noi alla Camera dei deputati, e speriamo davvero di riuscire a convertirlo definitivamente in legge entro la fine della legislatura.
Questo provvedimento,è composto da 14 articoli che: riconoscono e tutelano i diritti delle persone sorde e la libertà di scelta sulle modalità di comunicazione e i percorsi formativi; promuovono l’inclusione scolastica e lavorativa delle persone sorde; la prevenzione, l’identificazione precoce, la cura della sordità e della sordocecità; i servizi di interpretariato della lingua italiana dei segni; favoriscono l’accesso all’informazione, agli spazi pubblici e privati, ai rapporti con la pubblica amministrazione, al patrimonio storico, artistico, culturale; istituiscono l’osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità; prevedono il monitoraggio sull’attuazione della legge e la clausola di invarianza finanziaria.
L’Ente Nazionale Sordi ha parlato di “votazione storica”, che va nella direzione di aiutare un settore della nostra società finora escluso a causa della limitazione sofferte della inesistenza di leggi specifiche e che aumenta lo spazio dei diritti e della giustizia in Italia.
Infine, per rimanere nella casistica delle storie positive, vorrei citare un lavoro che abbiamo fatto direttamente nella Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici di cui faccio parte: la stima dell’impatto delle misure di incentivazione che in questi anni abbiamo messo in campo per il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, i cosiddetti “Ecobonus” che assicurano importanti detrazioni fiscali (50%  per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria dei fabbricati, 65% per la riqualificazione energetica degli edifici, 75% per le parti comuni dei condomini che migliorano la loro prestazione energetica).
Abbiamo sostenuto con forza questa misura, che nel 2013 veniva messa in dubbio da importanti esponenti come l’allora ministro dei lavori pubblici Maurizio Lupi che ne annunciava la transitorietà, e i fatti ci stanno dando ragione. I dati forniti martedì in commissione dallo studio CRESME ci dicono che il mercato dell’edilizia in Italia, per la prima volta dopo dieci anni, è tornato a crescere, con una componente preponderante del rinnovo anzichè del nuovo costruito (quindi con risparmio sul consumo di suolo). La grande crisi di questi anni, insomma, ha fatto crollare gli investimenti in nuove costruzioni, ma ha fatto salire gli investimenti in ristrutturazioni edilizie, e la crescita dell’attività di recupero del patrimonio edilizio è stata resta possibile proprio grazie agli “Ecobonus” che hanno sostenuto un comparto -quello edilizio- che altrimenti sarebbe letteralmente crollato.
Interessanti anche i dati territoriali di impiego dell’Ecobonus: la nostra regione, il Piemonte, è la terza regione italiana in assoluto per investimenti in recupero edilizio, visto che nel 2016 sono stati investiti 2 miliardi e 859 milioni tra ristrutturazione e risparmio energetico, attivando una detrazione in dichiarazione dei redditi di 1.173 euro per abitazione esistente. Solo Lombardia ed Emilia Romagna hanno fatto meglio in termini quantitativi di investimenti.
L’Ecobonus è stato quindi un affare: per lo Stato, che ha recuperato -grazie anche all’emersione-in gettito fiscale e contributivo; per i cittadini, che hanno potuto ristrutturare le proprie abitazioni recuperando sulle tasse; e per l’ambiente, perchè fabbricati ristrutturati e più efficienti energeticamente sono meno inquinanti in  termini di emissioni e di consumo di suolo.
Ho voluto riassumere tre silenziose storie di successo, per rendere conto del fatto che l’attività delle istituzioni può essere importante per la vita di tutti noi.
E che la politica, quando vuole, può davvero essere il luogo per la costruzione di un futuro migliore e più giusto.
Buona settimana a tutti,
Enrico
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