Piccoli Comuni, Borghi in Consiglio Regionale del Piemonte: “La Regione raccolga la sfida, politica e culturale”

Piccoli Comuni, Borghi in Consiglio Regionale del Piemonte: “La Regione raccolga la sfida, politica e culturale”

Piccoli Comuni, Borghi in Consiglio Regionale del Piemonte: “La Regione raccolga la sfida, politica e culturale, per premiare innovazione, progettualità, reti”

 

La nuova legge sui piccoli Comuni è uno strumento di lavoro che ha bisogno di concatenazione di livelli istituzionali, a partire dalla Regione Piemonte, con un nuovo approccio culturale che deve contagiare i Sindaci e gli Amministratori”.

Così l’on. Enrico Borghi nel presentare stamani a Torino, in Consiglio regionale, l’articolato approvato dopo 16 anni di attesa dal Parlamento. Nell’iniziativa alla quale hanno preso parte il vicepresidente Aldo Reschigna, l’assessore Alberto Valmaggia, il presidente dell’Assemblea Mauro Laus, diversi Consiglieri regionali e Parlamentari.

“Non volevamo una legge che evidenziasse rivendicazioni dei piccoli Comuni – ha affermato Borghi – Ma mettere al centro del sistema-Paese quelle dieci milioni di persone vivono nei cinquemila Comuni piccoli italiani. E le comunità, che rappresentano un elemento di competitività del Paese. Per la prima volta viene riconosciuto il valore nazionale della residenzialità nei territori, il presidio dei territori e la tutela dei piccoli enti. Fino a oggi avevamo legislazione opposta, con norme che evidenziavano che sviluppo e modernità erano peculiarità urbane”.

Borghi ha chiarito il valore nazionale della legge. “Anche perché – ha proseguito – lo sviluppo del Piemonte oggi è dato da corretto equilibrio tra territori urbani e territori rurali. Questa è una legge per l’Italia. E i piccoli Comuni non sono marginali. Non hanno bisogno di risposte di tipo assistenziale. Sono centrali, dunque controllano e gestiscono crescita, sviluppo e occupazione”

Enrico Borghi, sindaco di Vogogna, ha insistito sulla dimensione di “una legge quadro, che poi Regioni e autonomie locali dovranno delineare, applicare e sviluppare. La Regione Piemonte dovrà raccogliere le molteplici opportunità date dalla legge e delinearle in un sistema legislativo peculiare regionale, per evitare alta e dannosa frammentazione delle Unioni di Comuni che di fatto impedisce l’erogazione di migliori servizi e la costruzione di valide politiche di sviluppo“.

Questa legge – ha aggiunto Borghi – non distribuirà in maniera aritmetica le risorse economiche di cui è dotata. Premierà innovazione, capacità di mettersi in squadra, progettualità che valorizzano i beni comuni. La funzione di sviluppo fino a ieri non era affidata ai piccoli Comuni. Questa legge gliela restituisce. Ma pone due elementi nuovi, la gestione associata della funzione nelle Unioni di Comuni e Unione di Comuni montani e l’impegno delle Regioni con un compito di adeguamento del percorso. Questa è la sfida che il Piemonte dovrà fare sua e che certamente potrà vincere“.

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