Sanità: rete emergenza da costruire tenendo conto della montagna

Sanità: rete emergenza da costruire tenendo conto della montagna

Accolto dal Governo nel testo della risoluzione su Prevenzione e cura dell’ictus cerebrale, approvata oggi in commissione sanità alla Camera un delicato passaggio sulle reti tempodipendenti. Ne da comunicazione l’On Maria Amato (Pd) che osserva:

In fase di discussione avevo osservato come la rete per l’ictus risente in alcune aree del Paese, in particolare nelle zone di montagna, di carenze infrastrutturali, di distanze aggravate da neve e ghiaccio e di non omogenea presenza del servizio di elisoccorso. 

Questa premessa, su temi che interessano ad esempio la regione Abruzzo, in particolare per la rete cuore,  per inserire nel testo un impegno al governo per considerare l’opportunità nella costruzione delle reti tempodipendenti (trauma-ictus-infarto del miocardio) di soluzioni per il superamento del vincolo del bacino di utenza quando i tempi medi di accesso/intervento risultino eccessivi per quelli raccomandati dalle linee guida.

È un passo in avanti verso il superamento di una delle disuguaglianze rispetto alla cura, quella geografica, più volte sollevata all’interno del gruppo interparlamentare per la montagna.

Si può viaggiare per il diritto alla cura, ma per malattie come ictus e infarto il tempo è uno spartiacque tra vita e morte e tra guarigione ed esiti. Cercare soluzioni per superare il vincolo numerico del bacino d’utenza, nei casi in cui si rilevi una reale discordanza tra i tempi di accesso e il tempo raccomandato dalle linee guida è una scelta di equità.

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