Poste Italiane: Del Fante esclude chiusura e rimodulazione nei piccoli comuni

Poste Italiane: Del Fante esclude chiusura e rimodulazione nei piccoli comuni

BORGHI: “LA LEGGE VI OBBLIGA A GARANTIRE IL SERVIZIO. CHIEDIAMO CAMBIO DI MARCIA E CONDIVISIONE CON I SINDACI DEL NUOVO MODELLO DI RECAPITO”

L’amministratore delegato di Poste Italia Spa Matteo Del Fante è stato ascoltato oggi a mezzogiorno dalle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati, presso la Sala del Mappamondo, sulle prospettive di sviluppo del gruppo e sugli eventuali programmi di rimodulazione della rete degli uffici postali, anche alla luce delle disposizioni relative ai servizi postali nei piccoli comuni che prevede la legge sui piccoli Comuni approvata di recente (articolo 9 della legge 6 ottobre 2017, n. 158).

L’AD ha presentato il quadro complessivo e i numeri dell’azienda –  33 milioni di clienti, con oltre due milioni e mezzo di operazioni al giorno – impegnandosi a intervenire successivamente sui dettagli del modello evoluto di recapito che Poste sta mettendo a punto, e ha escluso chiusura e rimodulazioni orarie di uffici postali in Comuni con popolazione minore di 5mila abitanti, “se non in condivisione con gli enti locali e in piena aderenza allo spirito della nuova legge sui Piccoli Comuni”.

Punto ribadito dagli interventi degli onorevoli Realacci, Iannuzzi e Borghi che hanno sottolineato la necessità di operare nell’ambito della nuova legge 158.

Si è aperta, su esplicita richiesta del gruppo del Partito Democratico in VIII commissione, una nuova fase di rapporto tra i territori italiani e l’azienda Poste Italiane S.p.a.” – ha detto l’On. Borghi -. “Si tratta di un passaggio importante, perchè le garanzie in tal senso fornite in sede parlamentare dal nuovo amministratore delegato e direttore generale dottor Matteo Del Fante aprono la porta a una nuova stagione, che lascia alle spalle un periodo fatto di incomprensioni, disservizi e disaffezione e che si deve incanalare su un interpretazione del territorio come vero e proprio asset industriale e come variabile di politica economica. La nuova legge sui Piccoli Comuni ha già dato una importante prova di sè, con la garanzia oggi fornita che chiusure di uffici postali e riduzioni del servizio nei piccoli Comuni non fanno più parte del Piano Industriale trasmesso dall’azienda all’Agcom. Ora bisogna mettere a terra tutte le altre potenzialità che la legge 158/2017 mette in cantiere: i servizi connessi con l’arrivo della banda larga e della infrastruttura tecnologico-informatica in tutto il Paese, le potenzialità del nuovo Piano Nazionale della logistica in rapporto alle peculiarità dei territori, i possibili servizi di cittadinanza innovativi che possono essere erogati  sfruttando la capillare presenza di Poste Italiane in tutto il territorio nazionale con i sui 12.822 uffici postali, partendo dalle tesorerie comunali che oggi non fanno più parte del business delle banche e degli istituti di credito e che sulla scorta della norma possono essere affidati all’azienda creando nuovi spazi di presenza della medesima sui territori. Oggi il dottor Del Fante ha risposto positivamente alla nostra richiesta di aderire in maniera sostanziale, e non solo formalistica, alla nuova legge, e bisogna quindi proseguire lungo questo percorso”.

Articoli correlati
Lascia un tuo commento