Legge di bilancio: più fondi al Soccorso Alpino

Legge di bilancio: più fondi al Soccorso Alpino

La legge di bilancio, passata al vaglio della commissione bilancio della Camera, aumenta le risorse a favore delle attività di soccorso in montagna, grazie ad una iniziativa dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna.

 Lo stanziamento è incrementato di 500mila euro per il 2018 e di 1milione di euro per il 2019, per lo svolgimento delle attività di cui alla legge del 21 marzo 2001, n° 74. 

È questo il testo dell’emendamento approvato ieri dalla Camera dei Deputati, a sostegno delle attività del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

L’emendamento, il numero 60-bis1, è stato presentato dal vicepresidente dell’integruppo on. Roger De Menech insieme al presidente on. Enrico Borghi e successivamente firmato anche dai Deputati Mino Taricco(Pd) e Federico D’Incà(M5S)

Ancora una volta lo Stato e le istituzioni hanno dimostrato di essere vicine al Soccorso Alpino e Speleologico, alla montagna, ai cittadini che hanno bisogno d’aiuto con atti di protezione civile”, dichiara Maurizio Dellantonio, il presidente del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. “L’incremento dei fondi a nostra disposizione per i prossimi due anni arriva al termine di un anno molto particolare, dove abbiamo affrontato importanti emergenze nazionali, fra queste il terremoto del Centro Italia e la valanga di Rigopiano, che hanno impegnato centinaia di nostri uomini”.

Il Soccorso Alpino e Speleologico – prosegue Dellantonio – è sempre più un fondamentale attore sociale per la nostra Nazione: il Parlamento ha recepito le nostre istanze e numerosi esponenti della Camera e del Senato sono stati attivamente al nostro fianco. A loro va il mio personale ringraziamento”.

È un atto doveroso del Parlamento, a sostegno delle migliaia di volontari che con grande professionalità operano tutti i giorni dell’anno nei territori più impervi per le comunità, assicurando un servizio essenziale anche a favore dell’economia turistica.

Nell’ultimo biennio (2016/2017) il CNSAS ha svolto sull’intero territorio italiano oltre 16 mila missioni di soccorso, che hanno portato al salvataggio – e a volte purtroppo al recupero delle salme – di circa 17.300 persone.

Dal 1997 al 2001 il Soccorso Alpino e Speleologico ha operato 42.366 soccorsi, mentre dal 2002 al 2016 i soccorsi sono aumentati fino a raggiungere la cifra di 93.112, pari al 119,86%. Le persone soccorse, da 49.799 sono arrivate a 97.212: un numero pari al 95,2% di crescita. Nel medesimo periodo il personale CNSAS impegnato è cresciuto dall’89%: un esercito di tecnici altamente preparati, al servizio della cittadinanza.

Siamo lieti del positivo esito del percorso parlamentare -commentano i deputati promotori dell’iniziativa- che fa risaltare ancor di più l’importanza delle attività del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico al servizio di cittadini e comunità, e del modello italiano che garantisce un supporto pubblico a chi si infortuna in montagna. Basta valicare per Alpi per accorgersi che in paesi a noi confinanti per essere soccorsi in montagna bisogna staccare assegni a soggetti di diritto privato, mentre in Italia il positivo incrocio sussidiario tra istituzioni pubbliche e CNSAS assicura prestazioni di grande qualità senza oneri per l’utenza, tranne ovviamente casi conclamati di negligenza già normati a livello regionale“.

 

Articoli correlati
Lascia un tuo commento