Borghi: “Nasce un Governo sovranista guidato dall’estero. Vigileremo e costruiremo l’alternativa”

Borghi: “Nasce un Governo sovranista guidato dall’estero. Vigileremo e costruiremo l’alternativa”
Dopo quasi novanta giorni di estenuante tarantella, nella quale i cosiddetti vincitori del 4 marzo hanno dato vita ad uno spettacolo mai visto tra messaggi in codice mandati via social dai tetti di Roma, annunci fatti e smentiti, minacce quasi quotidiane culminate nell’incredibile sceneggiata di domenica sera con la richiesta avanzata da Di Maio e Di Battista di messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica, l’Italia ha un nuovo governo. Nel frattempo, a causa di questa pasticciata modalità di formazione di una maggioranza parlamentare slegata dal responso delle urne, abbiamo assistito ad una impennata dello spread, a un aumento degli interessi sui titoli del debito pubblico e a un’accennata fuga di capitali dal paese che hanno poi indotto i protagonisti a smettere una commedia degli equivoci durata tre mesi e ad assumersi, finalmente, le loro responsabilità. Ora vedremo se e come sapranno passare dalle parole ai fatti“.
Cosi’ l’on. Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, commenta da Roma -dove oggi parteciperà alla manifestazione del Pd in piazza Santi Apostoli e al ricevimento per la Festa della Repubblica al Quirinale e domani rappresenterà insieme a Graziano Delrio il gruppo Pd della Camera alla celebrazione del 2 giugno sui Fori Imperiali- la nascita del nuovo governo Conte sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle.
Il governo sovranista -prosegue l’on. Borghi- parte con una leadership debole affidata da uno sconosciuto professore universitario, che ha già dimostrato di essere ostaggio dei suoi ingombranti vicepremier, e con una marcata influenza , se non addirittura guida, internazionale. Abbiamo visto la sponsorizzazione da un lato del presidente della Russia, Putin, e dall’altro dell’ideologo di Trump, Steve Bannon, presente con tutta la sua influenza in questi giorni nella capitale per dare vita ad un governo per il quale arrivano in queste ore le voci di giubilo di personaggi come Marine Le Pen e Nigel Farage. Si tratta sicuramente di un salto di fase, ma  i fatti presto si incaricheranno di dimostrare che un governo pomposamente autopresentatosi “del cambiamento” si rivelerà un ottimo affare per rentier, speculatori e ricchi e un pessimo affare per i ceti popolari che lo hanno sostenuto. Un governo nel quale, dietro al paravento del sedicente cambiamento, trovano spazio consolidati gattopardi, esponenti delle vituperatissime banche e del mondo finanziario che si voleva essere patrimonio del Pd e addirittura -per esplicita, e quasi incredibile ammissione dello stesso Di Maio- personaggi legati alla massoneria internazionale. Per parte nostra, non mancheremo di esercitare la nostra azione di opposizione parlamentare, politica e sociale, per costruire le ragioni di una alternativa che si renderà necessaria quando le misure del primo governo sovranista si mostreranno inefficaci e non utili al Paese. Per restare ai dossier più locali, va letta con preoccupazione l’assegnazione ad un esponente ortodosso del Movimento 5 Stelle del ministero delle infrastrutture, che rischia di mettere in discussione le scelte fatte in materia di TAV Torino-Lione, Terzo Valico, potenziamento della rete ferroviaria e investimenti sulle reti stradali. A tale proposito, nel registrare positivamente il fatto che nel VCO siano finalmente finiti gli strilli pre-elettorali di chi sosteneva l’inesistenza dei fondi per le statali e che oggi fa a gara ad intestarsi il merito del rinvenimento dei soldi, vigileremo con grande attenzione perchè i nuovi fautori della decrescita felice non blocchino le risorse o addirittura le dirottino altrove. Da ultimo, desidero esprimere il benvenuto tra le file dell’opposizione all’on. Cristina, convinta la sera del 4 marzo di essere partita da Verbania per governare il paese e ora scaricata con il suo partito dalla foga di potere di Salvini e della Lega“.
Roma, 1 giugno 2018
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