AL VOTO DOMENICA. PER IL PD E PER IL PIEMONTE. CON MAURO MARINO

AL VOTO DOMENICA. PER IL PD E PER IL PIEMONTE. CON MAURO MARINO

Vorrei con queste brevi note inviarvi qualche considerazione su un appuntamento importante, per tutti i Democratici piemontesi. Domenica 16 dicembre, secondo queste modalità (informazioni a questo LINK) saremo chiamati ad eleggere attraverso lo strumento delle primarie il nuovo segretario regionale del Piemonte.
Ho fatto parte di chi ha sostenuto, evidentemente in condizioni di minoranza, la opportunità e la necessità di abbinare il congresso regionale al nazionale. Opportunità, perchè chiamare al voto al mese di dicembre prima di Natale iscritti e simpatizzanti su un argomento non particolarmente trascinante come il rinnovo degli organi regionali non è il massimo della partecipazione. Necessità, perchè trovo inconcepibile politicamente e organizzativamente sganciare completamente i percorsi di rinnovo degli organi locali e nazionali, col risultato di eliminare la valutazione politica dalla selezione della candidature e far primeggiare altre valutazioni (dal peso delle tessere al luogo di provenienza dei candidati, fino alla loro simpatia o attitudini personali come se l’individuazione di un gruppo dirigente si potesse affidare ai criteri del casting…).
Sono state fatte altre scelte, e democraticamente mi inchino ad esse.
Fatta questa premessa, domenica siamo chiamati a votare, e spero che vi sia una partecipazione larga e convinta.
Delle tre proposte in campo, sceglierò il senatore Mauro Marino. Il profilo della sua candidatura, infatti, risponde alla necessità di mantenere l’ispirazione originaria del Partito Democratico come luogo di sintesi e di integrazione delle culture riformiste italiane, soprattutto in questo momento di cambiamento e di travaglio. Le altre proposte in campo, infatti, appaiono per lo più un tentativo di ritorno alle “tribù” di origine, che non uno sforzo di andare avanti. Posso capire che nei momenti di difficoltà si avverta la nostalgia del passato.
Ma da questo Sinai che stiamo attraversando, iniziato con la sconfitta al referendum istituzionale del dicembre 2016 ed acuitosi con l’esito delle politiche di marzo, possiamo uscire soltanto in avanti, e non con il rimpianto di ciò che è stato.
Il profilo identitario del Pd, infatti, va declinato nello sforzo di costruire una nuova dimensione politica che ci profili come alternativi e antagonisti al sovranismo e al ritorno dei nazionalismi. E per fare questo, dobbiamo partire dalla suggestione che ci portò dieci anni fa a fondare il Pd, rimeditando anche su limiti ed errori, e non tornare sui nostri passi.
Per questo, e per il fatto che dentro la candidatura di Mauro Marino si riscontrano i segni di uno sforzo unitario che vede una forte convergenza di molta parte del nostro mondo democratico piemontese, mi recherò alle urne in questo senso. E spero che sia possibile in questo modo tornare ad avere una guida del Pd piemontese autorevole, esperta e qualificata.
Ps: per gli amici e compagni del Verbano Cusio Ossola: venerdì 14 (qui la locandinaa Domodossola il Pd ossolano ha organizzato un importante momento di confronto pubblico su un tema che ha segnato le cronache di questo territorio per anni: l’ospedale nuovo. Chi fosse interessato, è il benvenuto!

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