Targhe estere, altra risposta negativa del Governo

Targhe estere, altra risposta negativa del Governo

Zero risposte ai cittadini ingiustamente multati

Governo imbarazzante. Unico scopo è fare cassa

La risposta che il governo in Aula alla Camera ha fornito a una nostra interrogazione attraverso il sottosegretario Jacopo Morrone è a dir poco imbarazzante. Salvini fa di ogni erba un fascio e tratta i lavoratori frontalieri, gli emigranti e gli studenti all’estero come evasori fiscali. Per numerosi nostri concittadini con un’attività in Europa il problema rimane, ma non rinunciamo a una battaglia di giustizia.

Riporto il dibattito in aula sulla richiesta del Partito democratico fatta al governo di affrontare il problema dei cittadini italiani che, per lavoro, di studio o familiari e personali, circolano in Italia con auto aventi targhe straniere.

Per molti residenti nel VCO, che a migliaia nei decenni scorsi hanno trovato lavoro o avviato imprese in Svizzera, o quelli che studiano fuori dall’Italia in cerca di opportunità migliori rispetto a quelle che riesce a fornire questo Paese – è una beffa. Non solo hanno dovuto lasciare la propria terra, ma per Salvini e compagnia hanno la colpa di mantenere un legame forte con il Paese di origine, attraverso la cittadinanza.

Di fronte a un quesito specifico in cui si chiedeva se e quali iniziative specifiche il governo volesse adottare, il sottosegretario si è limitato a leggere testualmente la norma. È evidente che il governo non ha alcuna intenzione di affrontare il problema che riguarda oltre seimila lavoratori frontalieri e altre migliaia di persone residenti nelle province di confine.
Siamo tutti d’accordo di voler contrastare l’elusione da parte di chi cerca di non pagare le tasse in Italia, ma qui stiamo parlando di cittadini, studenti, lavoratori dipendenti e imprenditori, che subiscono multe da 700 a 2.800 euro col rischio di sequestro del veicolo perché guidano un’auto aziendale, perché magari hanno attività all’esterno o vi si trovano momentaneamente per ragioni di studio. Oppure perché fanno parte di famiglie composta da cittadini italiani e stranieri. È giusto che queste persone vengano trattate come delinquenti? Noi pensiamo di no, ma evidentemente il sottosegretario Morrone e il ministro Salvini, che nelle scorse settimane avevano già fatto capire non voler intervenire sul punto, la pensano diversamente.

 

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