Concessioni idroelettriche, ora la Lega del Trentino la pensa come il PD

Concessioni idroelettriche, ora la Lega del Trentino la pensa come il PD

Borghi: “Perso un anno per pregiudiziali ideologiche , ora sblocchiamo gli investimenti”

Novità nel mondo dell’idroelettrico, che tocca da vicino i molti territori montani italiani, e che è attraversato da oltre un anno da un dibattito tra il Pd e la Lega sul tema del rinnovo delle concessioni.
Nei giorni scorsi, infatti, il presidente della Provincia Autonoma di Trento, il leghista Maurizio Fugatti, ha incontrato il nuovo ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, chiedendo esplicitamente una proroga delle concessioni idroelettriche a fronte di investimenti “così -ha precisato il presidente trentino- come prevedeva il Piano Colao”.
La presa di posizione è indubbiamente clamorosa, perchè la Lega del Trentino sposa in tutto e per tutto la posizione sostenuta dal Partito Democratico, e sostanziatasi in diversi tentativi da parte del deputato ossolano dem Enrico Borghi (della presidenza Pd a Montecitorio) di presentare emendamenti che concretizzassero un obbligo per i concessionari uscenti di maggiori investimenti e di aumento dei canoni a favore degli enti locali dei territori produttori in cambio di una proroga finalizzata ad un allineamento per successive gare, emendamenti poi sempre ritirati a fronte sia di problematiche tecniche che ostacoli politici insorti nella perigliosa avventura del governo giallo-rosso.
Contro questa proposta si è infatti sempre schierata a più riprese la Lega, oltre che -sia pure in maniera più silenziosa- il Movimento 5 Stelle che con alcuni esponenti di rilievo (oggi esclusi dal governo) avevano operato per stoppare gli “emendamenti Borghi”.
La presa di posizione del presidente della Provincia autonoma di Trento è pesante due volte: anzitutto perchè è il primo leghista di rango che “rompe” il fronte sin qui compatto che ha visto in particolare le Regioni Lombardia e Piemonte schierate contro le proposte democratiche; e in secondo luogo perchè arriva da una regione a statuto speciale la richiesta di una normativa statale che valga per tutti, esattamente come andava sostenendo da un anno il Pd rilevando l’errore di una normativa fatta sotto il governo Conte I che frammentava la competenza legislativa per ciascuna singola regione.
La novità viene salutata naturalmente con favore dall’on. Enrico Borghi: “Sono contento –commenta il parlamentare piemontese-  che finalmente dalla Lega arrivino valutazioni di merito, e non posizioni ideologiche che -unite a qualche nostalgia di grillo-leghismo  che ha albergato anche nel Conte 2- ci hanno fatto perdere un anno, facendo solo sorridere i concessionari senza innescare nessun investimento e nessun maggiore ritorno per i territori montani. La richiesta fatta dal presidente Fugatti di valutare la percorribilità di una proroga delle concessioni a fronte di investimenti, e il richiamo al piano Colao, significa che in questo anno non abbiamo detto stupidaggini, ma al contrario abbiamo elaborato ed avanzato proposte razionali e pragmatiche per superare uno stallo legislativo che va solo a detrimento del PIL e di territori. Mi auguro che nel nuovo percorso di nascita del Ministero della Transizione Ecologica, al quale sono state attribuite le competenze in materia di energia, si possa tener conto di questa proposta che arriva da una importante amministrazione che rappresenta un pezzo rilevante del territorio montano italiano. Per quel che ci riguarda, proseguiremo nell’azione intrapresa sin qui”.

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