About Montagna

La Montagna è l’autentico fil rouge della mia vita. Era il passatempo preferito da bambino, con lunghe escursioni negli alpeggi sopra il mio paese, è diventato il primo campo della mia azione amministrativa, si è dilatato fino a giungere a responsabilità di carattere nazionale ed internazionale.Non è solo un elemento fisico, un sedimento culturale, un’inflessione particolare. La Montagna nell’era della globalizzazione è la cartina al tornasole della qualità della nostra democrazia, attuale e futura. Perché se sapremo costruire un mondo nel quale l’innovazione e la coesione marcino di pari passo, nel quale non ci si attarda a difendere architetture del passato ma non si è vittime di furori nuovistici, nel quale a ciascuno è data la possibilità di esprimere i propri talenti azzerando i fattori di handicap strutturale ed ambientale di contesto, sapremo costruire un avvenire in cui l’Uomo va dimensionato su ciò che è, piuttosto che su ciò che ha. Un mondo nel quale contino più i talenti individuali che le amicizie particolari, le capacità piuttosto che le pigrizie, la voglia di una comunità di investire sul proprio futuro anziché di preservare le rendite di posizione ereditate dal proprio passato. Un mondo più giusto, insomma. Nel quale essere di montagna non significherà dover reclamare il proprio diritto ad avere le stesse opportunità, le stesse prospettive e le stesse garanzie già concesse ad altri. Per questo il futuro della Montagna è, in qualche misura, il futuro stesso della nostra democrazia. Che non è data per sempre, ma si costruisce giorno per giorno, con la fatica e la passione di chi crede in ciò che fa e con la consapevolezza che è stata acquistata con il sudore e il sacrificio di tanti.